Per Non Dimenticare - un contributo della studentessa Sara Pagliarini

Lo scorso 27 gennaio, nel corso dell'evento organizzato presso l'I.I.S. Pontecorvo, è stato letto un bell'articolo sulla memoria a cura della studentessa Sara Pagliarini che abbiamo scelto di pubblicare sul nostro sito. Una bella lettura che consigliamo a tutti.

In ebraico “SHOAH” significa “catastrofe”, ”distruzione”.
In un’unica parola è racchiusa l’assurdità del genocidio degli ebrei da parte della Germania Nazista e dei sui alleati, durante la Seconda Guerra Mondiale. 
Tutta l’Europa venne coinvolta in questa pazzia, che costò la vita a milioni di persone innocenti, di cui la maggior parte erano Ebrei, ma tra loro vi erano anche gli “ indesiderabili” ovvero tutti coloro  che venivano ritenuti “inferiori” dal popolo tedesco perché appartenevano ad un’altra religione, ad un altro gruppo etnico, oppure erano oppositori politici, omosessuali, malati di mente o portatori di handicap.
Questa giornata serve per non dimenticare, per dare voce a chi non si è potuto ribellare, a chi per salvare i propri figli da morte certa li ha fece salire su un treno verso l’ignoto per farli portare in salvo e per poi non rivederli mai più, a chi non ha capito perché proprio lui, perché proprio loro.
Tutto questo oggi viene ricordato attraverso film , documentari, articoli, foto, testimonianze toccanti: Anna Frank dice: “Prova anche tu, una volta che ti senti solo o infelice o triste, a guardare fuori dalla soffitta quando il tempo è così bello”; Letizia, ignota ragazza di cui non si conosce l’identità, ha scritto: “Per non dimenticare la shoah, per non dimenticare il fratello nero, schiavizzato, torturato, martoriato, per non dimenticare il pianto innocente di un bimbo fra le braccia inerti della madre”.
In tutto il mondo se ne parla e se ne continuerà a parlare affinché una simile , orrenda catastrofe umana non accada mai piu’. Eppure ce n’è una in corso a tratti simile. Un numero infinito di migranti provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente sbarca ogni giorno sulle coste del mediterraneo, con la stessa paura di chi settanta anni fa scappava dalla propria casa per continuare a vivere. Questi stranieri fuggono dalla propria terra consapevoli che molti di loro non ce la faranno ad arrivare e a salvarsi.
Paura, persecuzione, pregiudizio, discriminazione, diversità, aggressioni, sono ancora argomenti attuali, ancora muoiono ingiustamente tante persone a causa di guerre, dittature, logiche politiche. Ieri i campi di sterminio, oggi barconi affondati in mare. Ma sempre lo stesso assordante silenzio e lo sconforto di chi guarda impotente una nuova tragedia che si consuma. 

Sara Pagliarini
1B Liceo Scientifico Michelangelo - Pontecorvo (FR)